lunedì 28 febbraio 2011

L'isola che non c'è...

 
Susa, 28 febbraio 2011 - Che non sarebbe stata una gran bella giornata lo si poteva capire già dal tempo. Neve, pioggia e nuvole basse, proprio come quelle che accompagnano la Torino-Lione. Alle 14,30 l'architetto Mario Virano arriva all'autoporto di Susa atteso ed accolto, come sempre, da un nutrito numero di attivisti del movimento No Tav. Sin dalle prime parole sembra avere di fronte un muro di gomma. Virano di gomma lo è. Riesce a dire di tutto e a negarlo poco dopo, ma appare come non scalfibile da nulla. In vertità ad osservarlo bene, ha il volto segnato e lo sguardo tipico di chi ha mille e una preoccupazioni. Cerca di ostentare sicurezza ma il senso di solitudine dell'uomo solo al comando traspare evidentemente dal volto. Sembra il capitano di una nave alla deriva. Se la nave affonderà lo si vedrà presto, alla Maddalena, vero cruccio dei favorevoli all'opera e baluardo del Movimento. 
All'autoporto si è in attesa dei 300 imprenditori che a gran voce chiedono la Tav, ad attenderli anche un folto numero di Carabinieri impegnati, per ora, a tenere libero il passaggio per eventuali arrivi. Di certo nessun Valsusino, di certo nessun imprenditore, solo pochi e sparuti rappresentanti di categoria invitati dall'ANCE che organizzava l'incontro.

Come sempre le dichiarazioni roboanti dei giorni prima non sono supportate dalla schiera degli imprenditori in arrivo. Questa volta oltretutto, a differenza dell'incontro passato che si era tenuto sempre all'autoporto mesi addietro, mancavano anche il sindaco di Susa Gemma Amprino, la Signora Ferrarini proprietaria dell'Hotel Napoleon e rappresentante dell'Ascom ed anche l'assessore regionale ai trasporti Barbara Bonino che pare fosse impegnata nella celebrazione a ricordo del "compianto" Ugo Martinat. Dunque l'Architetto sembrava privo quanto meno delle "sponde" valsusine, ma ecco giungere in suo soccorso, per altro alla spicciolata, l'onnipresente presidente della Proviancia di Torino Saitta. Che subissato dalla contestazione e protetto (da cosa poi?) dai Carabinieri, con un sospiro di sollievo guadagnava l'entrata dell'Autoporto. 
Ma al secondo piano della CONSEPI chi c'era? Dov'era la schiera di chi vuole far partire i cantieri e quanti sono in attesa del convegno? Occorre salire per entrare in un salone vuoto con i pochi presenti muniti di imbarazzati sorrisi di circostanza per capire che la Tav, ora più che mai è una scatola vuota, destinata a rimanere vuota. Sono circa una ventina, contornati da alcune hostess della Consepi, Virano, Saitta e Provisiero dell'ANCE. Sono sicuramente di più i Carabinieri all'esterno disposti a "difesa" (...che difesa?) delle scale di accesso. Sopra è possibile scattare alcune fotografie del nulla e poi i giornalisti vengono allontanati, così, tanto per essere fedeli alla decantata trasparenza di Virano. Gli unici a rimanere, anzi a salire a convegno aperto, sono quelli del TG3 del Piemonte, sempre prodighi nel decantare l'opera e le gesta del legionario Virano. 

Morale? ...Nulla!...o meglio il vuoto, il vuoto di una sala che solo nelle fantasie dei proponenti l'opera avrebbe potuto essere stracolma. Nessun imprenditore, nessuna ragione, nessun progetto, nessuno che si spende, nessun cantiere,...nulla dunque, come sempre avviene parlando di Tav in Vallesusa ai valsusini.
C'è da dire che su una cosa ha ragione l'architetto Virano: i Valsusini sono tutti d'accordo...in fondo lo sono sempre stati, ed ora più che mai ...di quà, lor signori non passeranno mai!!! ...Nè oggi, nè domani, nè sopra, nè sotto, nè a destra, nè a sinistra... ed intanto la nave solitaria di virano sembra sempre più un vascello fantasma nella nebbia della Isola che non c'è ...un isola chiamata Tav!











Documenti nucleari...

 
Da questo link è possibile scaricare le diapositive utilizzate da Giorgio Ferrari durante la serata sul nucleare ad Almese di sabato 26/02/2011.


Consigliamo a tutti di visionare la documentazione, anche in vista del prossimo referendum che sarà anche su questo tema...

domenica 27 febbraio 2011

Almeno un chiodo....

 
Lunedì pomeriggio presso la sede Consepi dell’autoporto di Susa è stato organizzato dal Commissario Virano, in collaborazione con le associazioni degli imprenditori ANCE, un incontro sui cantieri Tav. Una valle che chiede ospedali, scuole sicure e posti di lavoro dignitosi ha come risposta unica i cantieri. Cantieri che dovrebbero portare lavoro e vita ma che porteranno, come già successo dove la tav è stata costruita, solo morte e distruzione dei territori. 
A questi signori che invece di ragionare con il cervello vorrebbero ragionare con il portafoglio (peccato che i soldi sono quelli di tutti, pubblici e non i loro) rispondiamo con un presidio. 
Che se ne tornino a casa, tutti quelli che sulla nostra terra vogliono speculare. 

TUTTI A SUSA PRESSO L’AUTOPORTO DALLE ORE 14.30

venerdì 25 febbraio 2011

25 febbraio 1944: cadono in combattimento Walter Fontan e Aldo Rossero


La sera del 25 febbraio con un commando di pochi uomini il comandante Fontan e il suo braccio destro Rossero si recano presso il casello ferroviario di Bruzolo presidiato da soldati russi in forze alla Whermarch. Nei giorni precedenti alcuni di questi soldati avevano espresso la volontà di disertare e unirsi ai partigiani. La loro diserzione però doveva essere coperta da un finto attacco dei partigiani che avrebbe così giustificato la loro resa. Arrivati nei pressi del casello Walter si accorge da subito che si tratta di un’imboscata. Da eroe, con al suo fianco Aldo, copre la ritirata dei suoi che si salvano e danno l’allarme. Muoiono con le armi in pugno trucidati dal fuoco nemico. Con Walter Fontan si chiude la prima eroica fase della resistenza in valle di Susa, fatta di comandanti senza paura, abili e veloci nei sabotaggi. Tutti morti in battaglia. Dalla primavera del 1944 si aprirà la seconda fase, più strutturata e partecipata con centinaia di uomini schierati su ambo i versanti della valle che costringeranno il nemico alla paura e alla resa finale dell’aprile 1945. Oggi 27 febbraio a Bruzolo i loro compagni partigiani ancora vivi, tanti giovani e le autorità li hanno ricordati.
Con il loro esempio nel cuore proseguiamo nelle battaglie che ogni giorno ci vedono protagonisti, nelle piazze,nell’antifascismo, nei presidi, nella lotta No Tav.

LA COMMEMORAZIONE è DOMANI (26 FEBBRAIO) ORE 10:30,
PRESSO IL CIPPO VICINO ALLA STAZIONE DI BRUZOLO.

mercoledì 23 febbraio 2011

Nucleare: fermato lo spot, ...è ingannevole!!!


Il Giurì dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria ha accolto il ricorso. Stop allla pubblicità della partita a scacchi.

L'Istituto dell'Autodisciplina pubblicitaria ha dichiarato che la pubblicita' del Forum nucleare italiano non e' conforme agli articoli 2 e 46 del Codice di Autodisciplina della comunicazione e ne ha ordinato pertanto la cessazione, perche' si tratta di una pubblicita' ingannevole.

Bocciati dunque i furbetti del nucleare, che sotto le mentite spoglie di una pubblicita' informativa hanno cercato di manipolare l'opinione pubblica su un tema che ha invece bisogno di un'informazione equilibrata e approfondita '', affermano i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, rendendo noto la pronuncia del Giuri' dell'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria, che ha accolto il loro ricorso presentato nelle scorse settimane. Il ricorso era stato presentato anche Greenpeace
''Non comunica al telespettatore gli obiettivi sociali che l'associazione inserzionista intende raggiungere''. E' questa la motivazione con cui il Giuri' dell'Autodisciplina Pubblicitaria ha bocciato la pubblicità del Forum nucleare italiano. Il Forum, nel suo sito, ribadisce che ''l'obiettivo della campagna di comunicazione, di cui lo spot fa parte, e' quello di contribuire alla ripresa del dibattito sul nucleare in Italia dopo decenni di silenzio e fornire argomentazioni che possono aiutare tutti ad acquisire una posizione piu' consapevole, sia essa 'pro' o 'contro', su questo importante tema''.

Di qui l'idea di utilizzare una
partita a scacchi per richiamare l'attenzione sul fatto che l'unico modo per dissipare i dubbi e' quello di farsi un'opinione fondata su basi solide e informate. Una modalita', secondo il Forum, ''semplice e comprensibile da tutti'' per rappresentare due diverse visioni che si affrontano, una favorevole al nucleare e l'altra contraria. ''Ogni pedina mossa sullo scacchiere - si legge sul sito del Forum - corrisponde a un pensiero sul nucleare. Bianchi e neri, favorevoli e contrari si affrontano con legittimi interrogativi. Alla fine si scopre che il giocatore sta giocando una partita contro se stesso e i propri dubbi''. Infine, il Forum rileva che, nel rispetto dell'autonomia decisionale del Giuri', il Jury d'Ethique Publicitaire di Bruxelles aveva invece giudicato corretto lo spot diffuso dal Forum nucleare belga, analogo a quello trasmesso in Italia. Anche lo spot belga, infatti, si articolava con l'esposizione dubitativa delle ragioni pro e contro l'energia nucleare e rinviava al suo sito Internet nella schermata finale.

Il Grande Cortile 2011: ...La scienza non regalarla alla gente...





Bonino e Ghigo... ieri...



Tav: Bonino, Torino-Lione al centro dell'attenzione di Piemonte e Rhone Alpes
Torino, 22 feb. - (Adnkronos) - ''Con l'assessore ai Trasporti della regione Rhone-Alpes, Bernadette Laclais, c'è la più completa identità di vedute circa le politiche da portare avanti per il potenziamento dei collegamenti transfrontalieri''. Lo riferisce l'assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino a margine di un incontro a nel corso del quale Modane si e' fatto il punto sui problemi del trasporto ferroviario (merci e passeggeri) tra Torino e Lione. ''Abbiamo riaffermato l'importanza del collegamento ad alta velocità tra le nostre regioni - spiega Bonino - nostro obiettivo condiviso e' mantenere il Tgv Milano-Torino-Lione-Parigi, facendo se necessario le dovute pressioni in tal senso presso i rispettivi governi. Mentre la Tav e' e rimane al centro dell'attenzione delle regioni Rhone Alpes e Piemonte''. Bonino ha, poi, ribadito, l'ipotesi di un collegamento diretto ferroviario tra i due capoluoghi. ''Dal 2004 vige una convenzione per una linea bus che negli ultimi anni ha visto un aumento del 72% dei passeggeri, numeri che potrebbero essere ancora più consistenti effettuando il servizio su ferro invece che su gomma. Lavoreremo quindi sin da subito per questo obiettivo, secondo la logica di una macroregione europea che intende potenziare i propri collegamenti interni'', conclude.

Tav: Ghigo a industriali Piemonte, solleciteremo al governo atti concreti.
Torino, 22 feb. - (Adnkronos) - La Torino-Lione ''e' una priorità, come tale il Pdl piemontese a livello parlamentare chiederà al ministro Matteoli di rispondere in tempi brevi alla richiesta di atti concreti da parte del Governo per venire incontro alle esigenze legate all'apertura del cantiere di Chiomonte''. Così Enzo Ghigo, coordinatore regionale del Pdl, rassicura la presidente degli industriali piemontesi, Mariella Enoc, che aveva espresso preoccupazione per il silenzio da parte del Governo sull'opera. ''Sono certo che il Governo farà come sempre la sua parte - conclude Ghigo - convocando un tavolo politico che coinvolga anche le realtà produttive locali e intervenendo nelle trattative con la Francia per il trattato internazionale''. 

lunedì 21 febbraio 2011

Serata informativa a Chivasso




Manifesto Antinucleare e Serata Informativa...




Comunicato Stampa delle Valli NO TAV


21 febbraio 2011

Martedì 22 febbraio 2011, ore 18.00 - 20.00
Sala Consiliare del Comune di Avigliana - Piazza Conte Rosso, 7
Torino - Lione:
quale futuro per una grande opera la cui opposizione dura da 22 anni ?

Il Presidente della Commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento Europeo Luigi de Magistris incontra la popolazione, il Movimento No TAV e gli Amministratori della Valle Susa.

E’ un’iniziativa realizzata in collaborazione tra il Movimento No TAV e il Comune di Avigliana.

La nuova linea ferroviaria Lione-Torino è una grande opera che fin dalla sua ideazione - nell’ormai lontano 1989 - è stata giudicata inutile e devastante da tutti coloro che hanno avuto la pazienza di esaminarla da vicino e la libertà e il coraggio di contrastarla.

L’incontro, attraverso gli interrogativi e i suggerimenti del pubblico, con il fondamentale concorso del punto di vista europeo di Luigi de Magistris, contribuirà a costruire una risposta alla domanda “Quale futuro per una grande opera la cui opposizione dura da 22 anni?”

Interverranno:
- il Sindaco di Avigliana Carla Mattioli
- il V. Presidente della Comunità Montana Valle Susa Val Sangone Rino Marceca
- i cittadini presenti

Sono invitati:
- i cittadini e le cittadine
- gli eletti nei Consigli Comunali e di Comunità Montana
- gli Amministratori pubblici
L’incontro sarà in diretta streaming tv qui: http://www.justin.tv/torinolibera

La Commissione del Parlamento Europeo della quale Luigi de Magistris è Presidente, è competente per:
1. il controllo dell'esecuzione del bilancio dell'Unione europea e del Fondo europeo di sviluppo nonché le decisioni di discarico che devono essere adottate dal Parlamento, compresa la procedura interna di discarico e tutte le altre misure di accompagnamento o di applicazione di tali decisioni,
2. la chiusura, il rendimento e la verifica dei conti e dei bilanci finanziari dell'Unione europea, delle sue istituzioni e di ogni organismo da essa finanziato, ivi compresa la determinazione degli stanziamenti da riportare e dei saldi,
3. il controllo delle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti,
4. la valutazione del rapporto costo-efficacia delle varie forme di finanziamento comunitario in sede di attuazione delle politiche dell'Unione europea,
5. l'esame delle frodi e delle irregolarità commesse in sede di esecuzione del bilancio dell'Unione europea, le misure volte a prevenire e perseguire tali casi e in generale la tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea,
6. le relazioni con la Corte dei conti, la nomina dei suoi membri e l'esame delle sue relazioni,
7. il regolamento finanziario per quanto riguarda l'esecuzione, la gestione e il controllo del bilancio.

sabato 19 febbraio 2011

Sandro Plano...


da NoTav.info

Sandro Plano, presidente della comunità montana bassa val di Susa e val Sangone, si è dimesso dal suo incarico di dirigente Sitaf (società pubblica che gestisce l’autostrada A32 che collega Torino, attraverso la val di Susa, alla Francia. Detta così sembrerebbe una normale scelta aziendale o personale ma dietro c’è molto di più e i titoli e l’interesse dei quotidiani nazionali spiegano meglio. Cerchiamo di capire quindi la situazione.
i fatti
Ieri mercoledì 16 febbraio dopo esplicite pressioni della direzione aziendale Plano si dimette. In sostanza amministratore delegato e presidente dell’azienda impongono a Plano una scelta, o l’incarico di direttore di esercizio dell’A32 o l’incarico come presidente di comunità montana con le relative posizioni di netta contrarietà sue e della sua maggioranza alla tav. In parole povere o con noi o con il movimento no tav. Immediatamente Plano risponde alla direzione di preparare la lettera di dimissioni e lascia l’incarico in azienda.
gli attori della partita
SITAF Società parastatale a maggioranza pubblica che gestisce l’autostrada A32 Torino Bardonecchia.
SANDRO PLANO Vicesindaco di Venaus, presidente della comunità montana della valle di Susa, da sempre parte e voce istituzionale nelle mobilitazioni no tav, tesserato PD e colpevole secondo i probi viri di avere stretto un patto con gli amministratori delle liste civiche vicine al movimento no tav. Direttore di esercizio fino a ieri della Siatf.Incensurato (e non a caso sottolineiamo questo dato)
GIUSEPPE CERUTTI e GIANNI LUCIANI Rispettivamente presidente e amministratore delegato della Sitaf. Autori delle pressioni su Plano. Entrambi appena condannati a un anno in primo grado per l’affidamento dei lavori della variante di Avigliana all’agenzia Torino 2006
SALVATORE GALLO Presidente di Sitalfa, controllata Sitaf, vero regista della”operazione Plano”. Area PD vicina ai corrotti gruppi di costruttori valsusini e vera mano oscura di molte trame. Garante di voti per il suo partito, pluripregiudicato, tra le sue perle si ricorda la condanna a un anno e quattro mesi per lo scandalo dell’ospedale S.Luigi (Fu accusato di tentata concussione, abuso in atti d’ufficio, interesse privato)
una breve analisi
Un presidente di comunità montana evidentemente scomodo per aver scelto di fare politica nella sua valle e soprattutto per la sua valle. Un panorama istituzionale corrotto, attore oscuro dell’economia di questo paese, a cui i non corrotti non vanno bene e sono visti come ostacolo. Una pressione, quella a Plano che voleva provare a rompere la sua giunta colpevole di essere no tav e quindi di opporsi all’opera. Un presidente che però non cede e rinuncia alla poltrona in azienda per difendere la sua valle. Un caso politico pesante come un macigno, la libertà di opinione e di fare politica per un lavoratore, e ancor peggio in una società pubblica che dovrebbe essere garante e esempio di diritto. Società pubblica, gestita con i soldi di tutti, gestita però dalla punta di diamante dello schifo che si potesse reperire in Piemonte. Una levata di scudi di una valle intera e sottolineiamo intera, a difendere un uomo della valle e la sua scelta di libertà con la L maiuscola.

La casetta sull'albero, proseguono i lavori...

 
Ricordiamo che oggi (sabato 19) e domani (domenica 20) continua la costruzione della casetta sull'albero presso il presidio Clarea. Invitaiamo tutt* a seguire le operazioni per dare una mano e per passare un fine settimana sotto il bel sole della Maddalena.
A sarà dura!!!


 

giovedì 17 febbraio 2011

17.02.2010 - La Valle di susa non dimentica... e non perdona!

E' passato un anno esatto dalla notte di Coldimosso e la Valle non ha dimenticato, nè perdonato!!! ...per ricordare quei fatti, vi riproponiamo il post con cui Lele scrisse di quella notte....

...vi aspettiamo qui!!!

dal post del 17 febbraio 2010 (la Valle che Resiste)
Ieri sera si è definitivamente raffigurato il vero volto di come si vorrebbe realizzare il tav qui in Valle di Susa. Non servono molte parole per descriverlo basta vedere le immagini che stiamo facendo circolare in queste ore, parlano da sole. Basta chiederlo ai feriti quando usciranno dall'ospedale; basta chiederlo a chi c'era e a chi ieri sera si è riversato a Bussoleno per bloccare il rientro della trivella e delle forze dell'ordine. Chiedetelo a tutti a quanti e poi se avete il pelo sullo stomaco leggetelo sui giornali. 
A Coldimosso ieri sera, da parte nostra, non è successo nulla di più che in tutte le altre mobilitazioni che abbiamo fatto da quando è iniziata la campagna sondaggistica di Virano & Comp. Nulla di più nulla di meno: corteo dal presidio di Susa-Autoporto, dribbling al blocco delle forze dell'ordine e avvicinamento alla trivella. Lì come sempre si è consumato il confronto con le centinaia di agenti presenti, che ha visto anche il lancio di alcune palle di neve da distanza considerevole. 
Marinella Alotto

Due cariche perché la neve non va bene, e poi una definitiva e punitiva per "giustiziare" chi non lascia che i lavori proseguano indisturbati.
Il risultato due feriti gravi e altri lievi, facendoci temere il peggio fino a questa mattina.
Da qui il resto lo potete leggere sui giornali dove non si aspetta altro che criminalizzare il movimento, dividerlo in buoni e cattivi ed esaminare il pedigree di ognuno. Ieri sera, come tutte le altre volte, eravamo e siamo tutti No Tav, e al movimento tutti fanno riferimento e ad esso si attengono, il resto sono solo mosse subdole che solo indegni politicanti come Esposito o altri possono fare.
La sassaiola fitta di cui parlano le forze dell'"ordine" ha prodotto due feriti lievi che dimostra che sassaiola e fitta sono termini e aggettivi che lasciano il tempo che trovano.
Comunque non è questo che mi preme sottolineare, lo faranno altri e come dicevo lo faranno le immagini e i racconti che ognuno farà.
La verità è che sono settimane che ci martellano con articoli denigratori e dichiarazioni soddisfatte di Virano e del Prefetto, che alcune volte hanno parlato anche di beffa nei nostri confronti e operazioni ben riuscite. Ma in realtà proprio questa strategia ha dato come risultato quello di ieri sera: blitz notturni, un territorio militarizzato, una campagna stampa orchestrata ad arte, dove può portare? Può solo portare, alle forze dell'ordine non a noi, a perdere il controllo, a voler farla pagare a quelli che ti fanno sentire il peso dell'ingiustizia che stai commettendo. Solo a questo può portare, ad altro no perché il movimento no tav è lontano dalle famose "spirali di violenza", ha una responsabilità ed un buon senso oltre i limiti, e sebbene in situazioni di tensione estreme, ha sempre mantenuto i nervi saldi e ha messo in campo iniziative sempre puntuali quanto sensate, tutte però basate sulla lotta non sul lamento.
Pestaggio
Anche ieri sera, bloccando l'autostrada e le statali, a stretto contatto con le stesse forze dell'ordine che prima difendevano la trivella, ha fatto quello che voleva fare, cioè bloccare la trivella e non tollerare ulteriormente le sfilate di chi occupa la valle pestando chi vi si oppone.
Certo è che se Virano e la sua cricca vogliono cantar vittoria per quattro buchi fatti e centinaia di poliziotti utilizzati, facciano pure( se ci fosse un informazione "libera" sarebbe smentiti in fretta), ma sappiano che la responsabilità è tutta loro, compresa quella dei feriti di ieri, solo loro e basta.
Noi siamo colpevoli, lo devo ammettere, però colpevoli di non arrenderci, di non stare in isole felici a guardarli trivellare, colpevoli decisamente di credere che li fermeremo, e adoperandoci per farlo, con la lotta.
Lele Rizzo



Sitaf: Plano si è dimesso.

da: La Valsusa - 17.02.2011

SUSA - Da ieri, mercoledi 16, Sandro Plano non è più direttore di esercizio dell'autostrada A32 Torino - Bardonecchia. Ufficialmente, la scelta di lasciare l'incarico è stata del direttore intreressato che ha comunicato ai vertici della SITAF l'intenzione di dimettersi.  Secondo voci insistenti, però, da qualche tempo Plano, che è anche presidente della Comunità Montana Valli di Susa e Sangone oltre che assessore del comune di Venaus, non sarebbe più gradito ai piani alti della Società che gestisce autostrada e traforo del Frejus.
L'opposizione alla Torino - Lione, le posizioni assunte all'inizio dell'anno scorso in occasione della campagna dei sondaggi che hanno anche interessato l'area dell'Autoporto di Susa e l'avvicinarsi dell'apertura del cantiere del cunicolo esplorativo di Chiomonte (che prevede anche, come compensazione, la realizzazione di un nuovo svincolo autostradale) avrebbero suggerito ai vertici SITAF di accelerare i tempi.  Di qui le dimissioni, partite ieri e prontamente accettate dalla SITAF che, non a caso, considera la scelta di Plano "ragionevole e di buon senso".

Il Grande Cortile 2011, serata a Rivoli


 
ENERGIA RINNOVABILE O RISPARMIABILE?
Sarà la (stessa) mano che ti accende e ti spegne

VENERDI 18 FEBBRAIO ore 21
RIVOLI - Centro Congressi, Palazzo Comunale c.so Francia 98
ne discutono:

Luca Mercalli (climatologo)
Alberto Poggio (ricercatore)

Sono stati invitati Massimo Cirri e Filippo Solibello conduttori della trasmissione radiofonica Caterpillar
Introduce e coordina Gianna De Masi (Comitati NO TAV Val Sangone e Collina Morenica)

martedì 15 febbraio 2011

Fermarlo è possibile!


Riguardare quello che siamo stati in grado di fare in passato, per ripeterci oggi...


NO TAV - FERMARLO E' POSSIBILE from cosmo vitelli on Vimeo.

lunedì 14 febbraio 2011

In alto la bandiera!!!


Domenica 13 febbraio molte donne ma anche tanti uomini della Valsusa, hanno partecipato al corteo delle donne a Torino. Molte si sono sparpagliate nella massa umana veramente imponente, altre hanno scelto di esibire le bandiere No Tav per dare visibilità alla nostra lotta e al nostro protagonismo sociale come donne col cervello. L'indicazione delle organizzatrici della piazza (donne di area PD e sue diramazioni nel sindacato e nelle associazioni di donne, elite intellettuale varia) era quella che non dovevano esserci simboli di partito, sindacato, associazioni, movimenti, ecc. Così, appena abbiamo disposto le bandiere a mò di striscione e ne abbiamo issato una su un'asta è cominciato un viavai di persone, anche molti uomini, che ci chiedevano con le buone ma soprattutto con le cattive di togliere le bandiere. Tutte ci siamo prodigate a spiegare il senso della nostra bandiera e il fatto che ormai da dieci anni la portiamo ovunque e anche con una certa fierezza. Non ci sentivamo affatto fuori luogo per il semplice fatto che potevamo testimoniare un modello di donna, nè velina, nè velata, ma col cervello e con la pratica della lotta. Siamo state più volte insultate con inviti vari a metterci la bandiera in quel posto (ma il signore in questione ha detto culo) e altre volgarità simili. Naturalmente non abbiamo ceduto, anzi abbiamo capito che dovevamo alzarla più in alto la nostra bella bandiera, proprio perchè dava così fastidio. Ma perchè tutta questa solerzia da parte di donne e uomini dei vari apparati politicanti presenti in piazza? E Fassino e company che hanno sfilato per un pezzo in corteo tra le prime file non rappesentavano un simbolo di partito? E' chiaro che le bandiere NOTAV esplicitavano quella contraddizione per cui da una parte si esige il rispetto delle donne, da un'altra però le si vuole zittire se esprimono opinioni discordanti con quelle del partito più assatanato nel cercare di imporre il Tav ad una valle che non lo vuole. Forse siamo libere di esprimere 'solo' le loro opinioni? Inoltre lungo il tragitto, moltissime persone ci hanno applaudito, fotografato, abbracciato: a riprova che la bandiera dava fastidio solo alle e ai politicanti in cerca di voti per le prossime elezioni, mentre la base, le persone che come noi vivono nella difficoltà di questa crisi economica e culturale, hanno dimostrato la loro solidarietà ad una lotta che esige il rispetto della terra e della natura e che anche attraverso il massiccio protagonismo delle donne è un esempio in tutta Italia. Abbiamo terminato il corteo con un intervento in piazza dal furgone di un gruppo di studentesse che avevano uno striscione che recitava NOI CI SIAMO SEMPRE.... faceva al caso nostro! Al ritorno sul treno a parte la rabbia per le pressioni subite per circa tre ore, avevamo tutte le faccie soddisfatte, le belle faccie di chi opera nel giusto, nella trasparenza e nella determinazione ad andare avanti, ovunque... e con la nostra bandiera NOTAV.
Ermelida



Prossima serata, il Grande Cortile continua!


domenica 13 febbraio 2011

Berlosconi ...è ora!!! ...DIMETTITI!!!


TORINO - Tanta, tanta gente, oltre ogni più rosea aspettativa. Centomila persone a Torino e pienone in tutte le maggiori città d'Italia. In piazza per difendere la dignità delle donne e contro la mercificazione dei loro corpi, per un Italia meritocratia e non per il puttanaio del Sultano.
 
Tra loro anche le Donne No Tav della Valle di Susa, le nostre donne, quelle che il corpo non esitano a piazzarlo davanti alle trivelle, alle ruspe e alle botte. 
Quelle che non esitano mai e mai fanno un passo indietro.
Oggi è stato bello vedere che c'è un Italia normale, che non ha perso la capacità di indignarsi davanti ad uno dei più indecorosi governi dal dopo guerra ad oggi.
Oggi è stata una prima giornata, che ci auguriamo sia la prima di tante giornate di lotta a difesa dei diritti e dei meriti di tutte e di tutti.

...Perchè il buono di questo paese siamo noi, loro sono solo un accozzaglia di buffoni, incompetenti e depravati... Pertini, fosse quì, li caccerebbe a calci in culo!!!





Partecipiamo alla manifestazione dell donne del 13 febbraio


Scendiamo in piazza domenica con le nostre bandiere, portando la nostra testimonianza di donne col cervello, che lottano per la difesa e il rispetto della terra e per la dignità delle persone. Portiamo la pratica del nostro protagonismo ventennale in una lotta che combatte un modello di sviluppo che privilegia le merci, anche sotto forma di carne giovane da sfruttare a discapito dei veri bisogni di tutte e tutti. Portiamo i nostri corpi che non esibiamo nei festini ma che mettiamo in prima fila quando c’è da difendere la nostra terra e il nostro futuro. Approfittiamo dell’occasione per creare contraddizione tra le tante donne presenti, molte delle quali militano o votano per quei partiti che vogliono imporci il tav.

Partiremo con il treno da Bussoleno alle 14.00 che ferma in tutte le stazioni…

sabato 12 febbraio 2011

"Se non ora quando?"




Manifestazione per dire basta a Berlusconi
TORINO – 13 febbraio, ore 14.30, Piazza san Carlo

venerdì 11 febbraio 2011

Il buco dei giornali sulle condanne dei padroni della TAV


di Davide Pelanda- Megachip.
 
E’ davvero inspiegabile come nemmeno le cronache cartacee locali piemontesi de La Stampa e La Repubblica abbiamo dato conto delle otto condanne inflitte ai vertici di Lyon-Turin Férroviaire, l’impresa del Tav, e della Sitaf, la società che gestisce l'autostrada Torino-Bardonecchia ed il traforo del Fréjus, in merito alla discenderia di Venaus.
Di questa sentenza della terza sezione penale del tribunale di Torino (presidente Capello, giudici Bertinetti e Gallino) – che sanziona una serie di irregolarità nell'assegnazione di appalti legati, tra l'altro, alla linea ferroviaria ad alta velocità (TAV) e alle Olimpiadi invernali del 2006 – nessuna traccia, se non nella versione on line di Repubblica con un pezzo non firmato.
Neanche il Tg Regionale della Rai ne ha dato notizia: nessun servizio. Eppure l’Ansa il lancio l’ha fatto alle ore 16,44 dell’8 febbraio 2011. Solo in cinque righe, peraltro.
Tutti battuti inesorabilmente dal sito www.alessandriaoggi.it, con un pezzo buono e approfondito.
Forse a disturba la pena più alta comminata, un anno e tre mesi a carico dell’imprenditore Vincenzo Procopio, progettista e direttore dei lavori dell’autostrada, otto mesi a Paolo Comastri direttore generale di Ltf (la società mista italo-francese che si occupa della Torino-Lione) più l'interdizione per lo stesso periodo dalla contrattazione con la pubblica amministrazione, mentre è stata inflitta una pena di un anno a testa di reclusione per i dirigenti della Sitaf Giuseppe Cerutti (presidente Sitaf, società di gestione del Frejus), Gianni Lucani, Walter Benedetto, responsabile della divisione costruzioni di Ltf.
Per completezza di informazione va detto che ci sono state anche sei assoluzioni: quella di Michele Colistro, dirigente del ministero, di Mauro Coletta, direttore dell'Anas per le autostrade, di Elio Perotto, dell'Agenzia Torino 2006 (l'organismo che si occupò delle opere olimpiche)
Nel processo figurava anche il nome dell'imprenditore di Castelnuovo Scrivia Marcellino Gavio, scomparso nel novembre del 2009. La causa riguardava pure l'ex viceministro alle infrastrutture Ugo Martinat, nel frattempo deceduto.
Il pm Cesare Parodi aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati partendo da quattro anni di carcere. I reati ipotizzati, a seconda delle singole posizioni, erano l'abuso e la turbativa d'asta. Le opere in questione erano il cunicolo esplorativo di Venaus (Torino)la variante di Avigliana (Torino); la galleria di Fenestrelle (Torino). per la ferrovia ad alta velocità; la variante Cossato-Valle Mosso (Biella); la messa in sicurezza della statale 589 a Pinerolo; la variante esterna di Tortona; il raccordo ponte di Gassino (Torino);
Rimane comunque incomprensibile questo “buco” nelle pagine de La Stampa, La Repubblica e della Rai locale, quando invece hanno da sempre dato conto con una certa enfasi di notizie e avvenimenti proTAV. Misteri… 
 

giovedì 10 febbraio 2011

Questo fine settimana...


 

Torino-Lione per la Tav non c’è traffico


dal Fatto Quotidiano del 10 febbraio 2011
Torino-Lione per la Tav non c’è traffico

Uno studio dell'Università Bicocca di Milano rivela che sta sparendo il passaggio di merci tra Italia e Francia: solo quest'anno il traffico è diminuito del 46 per cento. Una tendenza che si registra ormai da anni
Alla vigilia dell’apertura del primo cantiere italiano della Tav Torino-Lione alla Maddalena di Chiomonte prevista per l’inizio della primavera, uno studio pubblicato dall’Università Bicocca di Milano sui flussi di traffico tra l’Italia e i paesi transalpini gela gli entusiasmi dei favorevoli alla realizzazione dell’opera. Quel documento, preparato da Andrea Debernardi, e redatto utilizzando soprattutto fonti ufficiali della Confederazione svizzera, arriva a una conclusione sorprendente: rispetto al 2008, nel 2009 (ultimi dati disponibili) per i traffici ferroviari dell’Italia “verso la Francia, più che di una battuta d’arresto sarebbe meglio parlare di ‘colpo di grazia’, con il rischio che l’inizio dei lavori del nuovo tunnel di base coincida con la sostanziale sparizione del traffico merci ferroviario”.Secondo lo studio la causa dell’arretramento dei traffici italo-francesi non è la crisi economica in atto che ovviamente incide, ma in maniera non determinante. Il calo registrato non solo è veramente di proporzioni notevoli (meno 46,2 per cento), ma “accentua una tendenza al decremento già manifestatasi negli ultimi tempi”. La riprova è che la contrazione riguarda anche le frontiere austriaca e svizzera, ma in questo caso essa interrompe solo un andamento di crescita in atto da anni. Per quanto riguarda la frontiera italo-francese, invece, il livello degli scambi ferroviari è diminuito in modo continuo negli anni e ora è a meno di un quarto rispetto al massimo del 1997, ed è appena il 7 per cento del traffico complessivo.Stando così le cose diventa sempre più stringente la domanda avanzata non solo dai no-Tav più estremi, ma anche da numerosi economisti, politici ed esperti di trasporti, e cioè: ma ne vale la pena? Ha un senso nelle condizioni attuali della finanza pubblica italiana spendere almeno 12 miliardi di euro in 12/15 anni, secondo la più recente valutazione ufficiale fornita dal commissario di governo, Mario Virano, cifra che secondo altri tecnici andrebbe corretta al rialzo fino a 15 e addirittura 20 miliardi? Una somma, cioè, da due a tre volte superiore al costo del ponte di Messina.Esattamente un anno fa nove esperti, Andrea Boitani, Bruno Manghi, Luca Mercalli, Marco Ponti, Rémy Prud’Homme, Francesco Ramella, Pippo Ranci, Carlo Scarpa e Francesco Silva, si chiedevano quale sarebbe potuto essere il beneficio dell’opera. Rispondendo che “gli studi disponibili mostrano che la ricaduta della Tav Torino-Lione sul sistema economico italiano ed in particolare piemontese sarebbe assai limitata. La linea Torino-Lione consentirebbe una riduzione dei tempi di spostamento di persone e merci (circa un’ora) verso la Francia, ma si tratta di una quota intorno all’1 per cento dei movimenti che si effettuano in Piemonte e meno dello 0,1 per cento su scala nazionale”. Con i nuovi dati della Bicocca sotto gli occhi, i nove esperti probabilmente oggi rincarerebbero la dose di scetticismo.Sentito dal Fatto, il commissario Virano dice di conoscere i dati sul calo verticale dei traffici merci tra Italia e Francia e li considera corretti, ma ovviamente non cambia opinione sulla necessità di portare avanti la nuova ferrovia di cui è diventato una specie di padre putativo. Dice che per una grande opera come la Torino-Lione bisogna avere il coraggio di pensare in grande, con una prospettiva di decenni, e che il calo degli scambi di cui si parla è invece imputabile a condizioni strutturali e contingenti che sarebbero modificate in meglio, appunto, dall’entrata in esercizio del nuovo tracciato. Il commissario cita ad esempio Cavour e una sua mappa delle ferrovie italiane quasi sovrapponibile ai tracciati attuali, redatta intorno al 1850 con fiducia nell’avvenire, quando l’Italia era tutta da inventare.Secondo Virano il calo dei traffici tra Torino e Lione è dovuto soprattutto ai lavori in corso da 5 anni sugli 11 chilometri del Fréjus, il vecchio tunnel inaugurato 141 anni fa e di cui si sta abbassando il piano dei binari per consentire il transito dei carri con i container. In base a queste novità il commissario annuncia che un gruppo di esperti sta rivedendo i calcoli costi-benefici dell’opera.L’autore dello studio pubblicato dalla Bicocca obietta, però, che il traffico merci era già calato del 45 per cento prima che cominciassero i lavori sulla linea del Frejus e che l’andamento degli scambi alla frontiera francese “presenta una chiara specificità, che non sembra completamente imputabile a fattori infrastrutturali”. Secondo Debernardi sono essenzialmente quattro i motivi della ulteriore caduta dei flussi: la mancanza di operatori in concorrenza con i due incumbent (Fs italiane e Sncf francesi), la cronica debolezza commerciale delle Ferrovie italiane nel settore cargo, l’entrata in servizio 3 anni fa del tunnel svizzero di Lotschberg che ha attratto quantità notevoli di traffico e l’assenza di locomotive politensione sulla linea. “C’è il rischio – conclude Debernardi – che la Tav diventi una cattedrale nel deserto dei traffici”.

Condanne per appalti Torino-Lione; Il PD scelga di stare con i cittadini!!!


Pubblichiamo la lettera di Marco Titli, giovane dirigente del PD Torinese...

Carissimi dirigenti del Partito Democratico torinese,
non bastavano le preoccupazioni sui disastrosi effetti ambientali, i costi esorbitanti, la scarsa utilità dell'opera vista la scarsissima e decrescente domanda sia di merci che di passeggeri (oggi meno di 1/3 della linea ferroviaria Torino-Modane è utilizzata), ora arrivano pure le prime condanne!
Non sono iniziati i lavori per la TAV TORINO-LIONE è già son partiti giri torbidi!
Aspettando di leggere le carte della magistratura, da quello che si può già leggere dai giornali: gli appalti per il cunicolo esplorativo di Venaus per la TAV Torino - Lione sono stati truccati!! (vedete articolo La Repubblica: "Appalti truccati per lavori stradali otto condanne e sei assoluzioni")
L'attuale direttore generale di LTF (società che dovrebbe "gestire" la costruzione della TAV Torino-Lione) Paolo Comastri è stato condannato a 8 mesi di carcere!
E' una vergogna! Ora Basta!
Il PD stia dalla parte delle persone oneste, dalla parte dei cittadini, e sostenga le opere davvero utili come l'istruzione, la ricerca, la banda larga e le energie rinnovabili!
IL PARTITO DEMOCRATICO NON STIA CON I FURBETTI.
IL PARTITO DEMOCRATICO E' NATO PER GLI ULTIMI.

A presto!
Marco Titli
Membro della Direzione Provinciale del Partito Democratico torinese

mercoledì 9 febbraio 2011

Appalti truccati per lavori stradali otto condanne e sei assoluzioni...


da Repubblica
Otto condanne e sei assoluzioni hanno chiuso un processo per una serie di irregolarità nell'assegnazione, in Piemonte, di appalti legati, tra l'altro, alla linea ferroviaria ad alta velocità e alle Olimpiadi invernali del 2006. La pena più alta (un anno e tre mesi di reclusione) è stata inflitta all'imprenditore Vincenzo Procopio. Il pm Cesare Parodi aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati partendo da quattro anni di carcere.
La causa aveva riguardato anche l'ex viceministro alle infrastrutture Ugo Martinat (An) e l'imprenditore Marcellino Gavio, ora deceduti. Tra le assoluzioni figurano quelle di Michele Colistro, dirigente del ministero, di Mauro Coletta, direttore dell'Anas per le autostrade, e di Elio Perotto, dell'Agenzia Torino 2006 (l'organismo che si occupò delle opere olimpiche). Fra i condannati figurano Giuseppe Cerutti (un anno), chiamato in causa nella veste di presidente della Sitaf, la società di gestione dell'autostrada del Frejus, e Paolo Comastri (otto mesi), direttore generale di Ltf, la società mista italo-francese che si occupa della Torino-Lione.
I reati ipotizzati, a seconda delle singole posizioni, erano l'abuso e la turbativa d'asta. Le opere in questione erano il cunicolo esplorativo di Venaus (Torino) per la ferrovia ad alta velocità; la variante Cossato-Valle Mosso (Biella); la messa in sicurezza della statale 589 a Pinerolo (Torino); la variante esterna di Tortona (Alessandria); il raccordo ponte di Gassino (Torino); la variante di Avigliana (Torino); la galleria di Fenestrelle (Torino).

martedì 8 febbraio 2011

Mercoledì sera...



Comunicato Stampa scorie nucleari 07.02.2011



Nella notte tra domenica e lunedì era previsto il trasporto di scorie nucleari verso la Francia attraverso la Val di Susa. Alle 4.00 di lunedì un presidio di protesta presso la stazione di Condove Chiusa San Michele è stato violentemente caricato dall'ingente spiegamento delle forze dell'ordine. Alcuni feriti, 27 fermati (che saranno denunciati) e 2 arresti sono il risultato dell'operato della questura.
Il treno delle scorie era composto di due convogli di cui uno è tornato indietro.
Alcune decine di persone hanno messo in crisi l'imponente e costoso  dispositivo organizzato per il trasporto di materiale radioattivo altamente pericoloso.
A quanto ci risulta il trasporto di scorie di ieri non è stato segnalato dalle 
autorità preposte alla popolazione, cosa che riteniamo gravissima. Chiediamo pertanto alle amministrazioni di farsi carico di verificare il motivo per cui non sono state attuate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza degli abitanti dei territori coinvolti al passaggio delle scorie. 
La scelta energetica non è una partita di scacchi ma una cosa molto seria.  Oggi, a 40 anni dal reattore sperimentale di Saluggia, ne paghiamo le conseguenze. Pericolosità dei trasporti per il riprocessamento delle scorie e costi incredibili sulle bollette dell'energia elettrica.

Come movimento No Tav da sempre seguiamo con attenzione la questione nucleare.

Pensiamo che il presidio di ieri sia stato importante e giusto per iniziare un nuovo percorso di lotta e informazione su questo tema. Siamo vicini e solidali con le persone arrestate, denunciate e ferite.


Il Movimento No TAV in assemblea al presidio Picapera, lunedì 7 febbraio 2011,
ore 23.00

Dai giornali di oggi...





...Il Fatto Quotidiano...



Bloccato per ore in val di Susa il treno radioattivo.
Un treno di container carichi di combustibile nucleare esaurito è partito la scorsa notte da Saluggia (piccolo paese del Vercellese noto per ospitare, presso il sito Avogadro, l’85% delle scorie radioattive italiane) per raggiungere la centrale di riprocessamento de La Hague, in Francia. Il convoglio, con a bordo tredici tonnellate di scorie altamente radioattive, è stato bloccato alle 5 di mattina da un gruppo di manifestanti nei pressi delle stazioni di Condove – Chiusa di San Michele e di Bussoleno. Lì, secondo alcune testimonianze, la situazione è divenuta tesa al punto da indurre cariche delle forze dell’ordine. Il presidio, dicono i manifestanti, “non intendeva bloccare il treno, ma richiamare l’attenzione sul passaggio delle scorie radioattive per il Piemonte in zone densamente popolate come la Valle di Susa”. In ogni caso, al termine dei tafferugli, con lanci di copertoni e scontri con la polizia, le forze dell’ordine hanno arrestato due persone e altre 29 sono state denunciate.

Il treno era partito intorno alle 2 di notte da Vercelli per Torino. Da lì si è diretto verso Collegno, preceduto di circa 10 minuti da un altro treno “apripista”, per raggiungere il terminal ferroviario di Valognes (Manche), in Francia. Un lungo percorso, quello delle scorie del vecchio nucleare italiano, che dal Piemonte alla Manche passa attraverso numerosi dipartimenti: zone densamente popolate come la région parisienne, la zona più popolosa d’Oltralpe. Le scorie italiane percorreranno anche la Rer (Rete espressa regionale), il servizio ferroviario urbano e suburbano dell’area metropolitana di Parigi, frequentata da centinaia di migliaia di persone. Una volta attraversato l’hinterland parigino, saranno caricate su camion e raggiungeranno l’impianto di Areva di La Hague per essere “trattate”. Dopo di che, in data ancora ignota, ripartiranno per l’Italia, paese responsabile della loro produzione nel quale, però, non esistono impianti definitivi per il loro stoccaggio.

Gli attivisti, in attesa vicino alla frontiera italo-francese, erano in gran parte membri dei comitati No Tav. “L’obiettivo è non lasciar passare in silenzio questo ennesimo trasporto di materiale pericolosissimo senza opportune misure di sicurezza”, avevano scritto in un comunicato: “Ricordiamo che il protocollo di legge prevede che la popolazione venga avvisata per tempo e venga predisposto un piano di sicurezza”.

I manifestanti hanno voluto “richiamare l’attenzione su un problema, il nucleare, per nulla risolto”. Eredità del vecchio reattore della Garigliano, centrale nucleare da 150 MW chiusa definitivamente nel 1982, ben 5 anni prima del referendum che mise fine all’avventura nucleare italiana, queste 13 tonnellate di combustibile nucleare irraggiato hanno messo in apprensione le popolazioni locali. Un fantasma atomico, quello delle scorie di Garigliano, che attraversa l’Europa alla ricerca di soluzioni.

Una storia lunga, quella del trattamento delle scorie italiane su suolo francese, che ha portato anche l’Autorité de sureté nucléaire francese (Asn), già il 18 novembre 2007, ad esprimere dubbi e riserve sulla legalità del loro trasporto: “In occasione del primo trasporto di combustibili usati italiani verso l’impianto di La Hague in vista del loro trattamento, l’Asn ricorda pubblicamente le sue riserve sull’accordo intergovernativo che inquadra questa operazione”. Inoltre “considera che i tempi in questo accordo, che prevedono la ricezione dei combustibili tra il 2007 e il 2015 e il ritorno in Italia dei rifiuti prodotti dal ritrattamento tra il 2020 e il 2025, non siano tecnicamente giustificati”.

Forti critiche sono state espresse anche dalla associazione Sortir du nucléaire: “Questo trasporto di scorie radioattive è insensato: espone [ai pericoli] le popolazioni, solo per fare funzionare l’impianto Areva a La Hague. Mentre il governo italiano vuole rilanciare il nucleare, contro la volontà della maggioranza della popolazione che ha voluto abbandonare il nucleare grazie al referendum del 1987, le autorità italiane mandano questi rifiuti estremamente radioattivi lontano dal loro territorio, sperando così ritardare e mascherare il problema dell’impossibile gestione delle scorie nucleari”.