giovedì 31 marzo 2011
martedì 29 marzo 2011
domenica 27 marzo 2011
Importante!!! ...Cena Freedom Flottilla 2
Mercoledì 30 marzo, ore 20.00.
Cena alla Credenza di Bussoleno, per il Popolo Palestinese e la Fredoom Flotilla 2, che, nel mese di maggio, porterà aiuti umanitari di prima necessità a Gaza.
Dopo la cena ci saranno comunicazioni di Angela Lano , Dana Lauriola, Kutaiba Younis. La cena è di € 15.00. Il ricavato sarà devoluto alla Fredom Flotilla 2.
E' indispensabile prenotare (per evitare sprechi o mancanza di posti).
Prenotazioni:
La Credenza 012249386
Silvano 3386086915
Nicoletta : nicoldosio@interfree.it
AFFRETTATEVI!
venerdì 25 marzo 2011
Progetto RFI ai partiti. La protesta di Plano.
Da Luna Nuova del 25/03/11
Ormai dovrebbe essere questione di giorni, se non di ore, per la pubblicazione del progetto RFI della tratta nazionale della Torino-Lione, che va da Sant'Ambrogio a Settimo. Ma il fatto che la documentazione sia già stata presentata in alcune sedi di partito, vedi il circolo PD di Avigliana, e non nelle sedi istituzionali, ha mandato su tutte le furie alcuni sindaci No Tav e il presidente della Comunità Montana Sandro Plano, per altro iscritto al PD, che in accordo con diversi amministratori della maggioranza ha chiesto l'intervento del prefetto Alberto Di pace per porre fine a quest'anomalia.
Nella lettera inviata alla prefettura, Plano chiede un incontro per avere chiarimenti sul perchè il progetto circoli nelle sedi di partito mentre i comuni interessati non hanno ancora rocevuto nulla di ufficiale
M.G.giovedì 24 marzo 2011
Altro scossone, slittata l'approvazione della legge sulle ricadute...Pinard preoccupato.

Ieri abbiamo appreso dai quotidiani che l’assenza di 8 consiglieri regionali del Pdl ha fatto saltare il numero legale e l’approvazione della legge regionale sulle grandi opere, con plauso di Vito Bonsignore. Ovviamente tutto ciò aumenta lo sconcerto del sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, preoccupato di “essere lasciato solo con il prefetto e il questore a gestire l’apertura del cantiere” e la conseguente protesta dei comitati no tav. Adesso è preoccupato del fatto che le uniche ricadute per il territorio siano legate alla gestione dell’ordine pubblico. Spiega: “Sono stufo di fare la parte di un generale che incita la truppa ad andare avanti e poi si volta e si trova da solo” e aggiunge “Sono d’accordo con Chiamparino quando si chiede se davvero i NO TAV siano solo in Valsusa oppure non si trovino anche a Roma. Siete sicuri che l’AD delle Ferrovie, Moretti, voglia davvero farla?”. Se questo è il ragionamento e se “il modello per realizzare una grande opera in un territorio preoccupato e dove ci sono cittadini contrari, è quello della gestione dell’emergenza rifiuti in Campania, cioè con il ricorso all’esercito, allora non mi resta che fare un passo indietro, lasciare libero il campo e dimettermi”.
Vedremo...
Foresto si mobilita!!!
A Bussoleno, tra la frazione Isolabella e Foresto spuntano nuove bandiere NO TAV e cartelli contro l'ipotsesi dell'utilizzo della zona come area di carico dello smarino.
Come abbiamo infatti appreso nelle documentazione fornita a febbraio da LTF, esistono tre ipotesi di trasporto del materiale di scavo proveniente dai lavori del tunnel di base. Una di queste (che sembra poi essere la più probabile) consiste nella movimentezione del materiale da Susa a Bussoleno tramite nastro trasportatore e di qui caricato (in zona Isolabella) sui treni.
Questo "allestimento" è avvenuto anche in vista della serata informativa programmata a Foresto (martedì 5 Aprile nella sala "Snoopy", ore 21:00) che ha l'obiettivo di spiegare agli abitanti della zona le effettive "ricadute" di queste novità di progetto...
A SARA' DURA!
Lettera di Marco Titli alla direzione PD
Carissima segretaria Paola Bragantini,
carissimi dirigenti del PD Torinese,
desidero
che al più presto prendiate le distanze dalle dichiarazioni un pò folli
dell'On. Stefano Esposito che invoca l'intervento militare per far
digerire la TAV alla popolazione valsusina.
Sono
dell'idea che i militari nel territorio nazionale debbano restare nelle
caserme o intervenire solo in seguito a gravi calamità naturali. Inoltre
l'idea di utilizzare la forza per imporre un'opera che tra i cittadini
della valle desta molta preoccupazione dal punto di vista ambientale è indice di arroganza e prepotenza, di una concezione autoritaria
della politica che mal si concilia, a mio avviso, con un partito che si
definisce democratico.
Attendo fiducioso vostre risposte.
A Presto.
Marco Titli
Membro della direzione provinciale del Partito Democratico Torinese
mercoledì 23 marzo 2011
I cantieri Tav rischiano di diventare zona militare!!!
da Repubblica
Una nuova minaccia per la val Susa, la militarizzazione dell'area in cui dovrebbero partire i lavori dell'alta velocità. La Regione frena, si dichiara d'accordo il parlamentare Pd Stefano Esposito, "se non ci sarà volontà di confronto", più morbido Ghiglia: "Ritengo che la legge ordinaria sia al momento sufficiente"
di MARIACHIARA GIACOSA
"Se la zona della Maddalena verrà dichiarata zona militare,
io mi dimetto". Mette le mani avanti il sindaco di Chiomonte, Renzo
Pinard. Se è vero che nessuna decisione è stata presa è altrettanto vero
che l'ipotesi che la "presa di Chiomonte" sia affidata ai militari in
valle, e non solo, circola da tempo. "Le grandi opere, condivise o no
- spiega - non si possono fare militarizzando il territorio. Siamo in
Italia, non sotto una dittatura e misure di questo tipo non si applicano
a una democrazia occidentale". Quella di Pinard è una protesta "contro
il sistema che pare non voler più cercare il confronto". "Il sindaco è
di tutti: se io mi dimetto arriverà un commissario e sarà tutta un'altra
cosa" avverte Pinard secondo cui chiudere la partita militarizzando il
territorio è "sintomo di paura e sarebbe una sconfitta". Dello stesso
parere anche il primo cittadino di Sant'Antonino di Susa e consigliere
provinciale di Sel, Antonio Ferrentino, secondo il quale la
militarizzazione "si può fare per il G8 non per lavori che dureranno
dieci anni". Per il presidente dell'Osservatorio, Mario Virano, quello
del sindaco è un pensiero prematuro e ingiustificato: "A me non risulta
che siano allo studio misure di questo tipo, ma è chiaro che è una
questione di ordine pubblico ed è gestita da altri soggetti" precisa il
commissario.
Si tratta invece di un'ipotesi realistica per il
parlamentare del Partito democratico Stefano Esposito secondo cui "da
una parte dei No Tav non c'è volontà di confronto: a fronte di annunci
di opposizione e sabotaggio contro l'avvio dei cantieri, è chiaro che lo
Stato deve ristabilire la legalità e il metodo migliore è la gestione
militare". Di parere opposto il suo compagno di partito Nino Boeti per
cui si tratterebbe di "un provvedimento incomprensibile perché
l'obiettivo è ancora creare un dialogo con il territorio e non
alimentare lo scontro". "Misure eccezionali sarebbero l'estrema
ratio - commenta il vice coordinatore del Pdl Agostino Ghiglia -
Ritengo che la legge ordinaria sia al momento sufficiente, ma è chiaro
che i cantieri devono partire, con tolleranza zero contro dissenso
illegale". Misure più drastiche non spaventano però la controparte
No Tav che si dichiara "non intimidita da quella che sarebbe una grave
aggressione alla valle di Susa" e "che - aggiunge il Comitato di
lotta popolare - autorizzerebbe il nostro popolo alla difesa".
Si
augura di non dover arrivare alla militarizzazione l'assessore
regionale Barbara Bonino: "Molto dipende dall'atteggiamento che avranno i
Movimenti, ma credo sia molto meglio cercare il confronto costruttivo"
sottolinea. In questo senso la Regione sta anche lavorando a un
allargamento della partecipazione del fronte degli amministratori No Tav
al tavolo istituzionale di Palazzo Chigi, dato per imminente ormai
quasi un mese fa, ma ancora da programmare. "Rispetto all'impostazione
iniziale, che prevedeva al tavolo un solo sindaco dissidente - spiega
Bonino - stiamo valutando di invitarne 4 o 5 in modo che sia chiara la
linea del confronto". In ogni caso, la nuova impostazione non "salva"
la Comunità montana, per la quale nemmeno con questa apertura di credito
verrà aggiunto un posto al tavolo con il Governo.
martedì 22 marzo 2011
Berlusconi a Torino: prove di accoglienza al rais
Da Infoaut.org
Come annunciato la visita torinese di Berlusconi non è filata liscia.
In città per promuovere il candidato sindaco di plastica Michele
Coppola e nel contempo per testare il suo gradimento in pubblico, ha
trovato una Torino non ha tradito le aspettative. Il miglior amico
dell'oggi tanto odiato e bombardato Gheddafi, il grande statista (quello
del bunga bunga) aveva in programma una toccata e fuga in una città
blindata, in un noto hotel del centro, dove per partecipare alla
convivialità della serata, i commensali hanno pagato dai 500 euro in su. Questo mentre L'Italia è complice in una vera e propria guerra contro la Libia, che ha tanto il sapore del 1999 Serbo.
Ad
attenderlo un presidio di un migliaio di persone, variegato quanto
determinato a tentare l'assedio al rais. Dal concentramento alle 18
davanti alla stazione di Porta Nuova a qualche isolato dall'hotel che
ospitava B., dopo circa una mezz'ora d'interventi, di buon passo e
cogliendo di sorpresa il servizio di sicurezza schierato in gran forze,
ci si è concentrati a pochi metri dall'ingresso dei Principi di
Piemonte. Qui la presenza è cresciuta e si è manifestata a vari livelli e
in molteplici contenuti la rabbia verso chi decide i destini di
ciascuno. Di quel politico che un giorno bacia l'anello di quello che
oggi bombarda. Intorno alle 20 la pressione al cordone sanitario
di difesa al premier si è rafforzata e la questura, per non fare brutta
figura di fronte al proprio capo, ha caricato i manifestanti al fine di
allontanare la presenza contro B. Manganelli e lacrimogeni non hanno
tolto l'assedio all'hotel che è proseguito oltre le 21, fino a quando un
corteo spontaneo ha continuato a manifestare nel centro cittadino.
Berlusconi non è gradito e la guerra a Torino ha trovato i suoi primi oppositori.

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