martedì 10 maggio 2011

Comunicato Stampa - Una notte di prepotenza ad Avigliana



COMUNICATO STAMPA MOVIMENTO NOTAV

UNA NOTTE DI PREPOTENZA AD AVIGLIANA

Nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 maggio è stato organizzato dal movimento NOTAV e dalle organizzazioni ambientaliste un presidio presso la stazione di Avigliana in Val di Susa per dire basta agli inutili e pericolosi trasporti di scorie nucleari attraverso la valle e il nord Italia, contemporaneamente ad altre iniziative simili a Vercelli e a Chivasso.
Il presidio si è svolto dalle 21 in avanti tra musica, filmati e discussioni, fino a quando,  verso le 4,30, le forze dell’ordine sono intervenute per far passare il convoglio feroviario. I circa duecento manifestanti, aggrappati l'un l'altro e seduti sui binari e sulle
pensiline della stazione, sono stati prima sollevati di peso e poi con calci, pugni e manganellate allontanati nel piazzale della stazione fino al termine del passaggio del treno, con  il  conseguente ferimento di alcuni.

Ribadiamo la nostra contrarietà al passaggio dei treni delle scorie, denunciamo la totale assenza di informazioni per i cittadini interessati con cui si svolgono queste operazioni, e ne contestiamo l’inutilità e la pericolosità: non risolvono il problema delle scorie nucleari, sottopongono le popolazioni a gravi rischi per la salute, costano miliardi alla collettività e sono completamente inutili, come il progetto del TAV Torino-Lyon.

NO AL TAV, NO AI TRENI DELLE SCORIE NUCLEARI

A cura dell’ufficio stampa del movimento NOTAV

NOTAV, una garanzia per il futuro

Avigliana, 9 maggio 2011

 

 

lunedì 9 maggio 2011

Legalità Italiana...




Avigliana...notte nucleare





da infoaut
La polizia picchia duramente i manifestanti che occupavano pacificamente i binari: diversi feriti ad Avigliana per permettere il passaggio del treno radioattivo. Rilevati col contatore geiger tassi di radioattività molto significativi.
Ancora una volta le forze dell'ordine mostrano il loro volto più becero e gratuitamente violento. E non è la prima volta che questo accade in Val Susa. Ad Avigliana, così come a Vercelli e a Chivasso, la serata era iniziata molto presto, con un presidio popolare fin dalla prima serata. In valle si era organizzato anche un concertino con gruppi locali. Quando era ormai chiaro che il treno non sarebbe passato dalla stazione di Chivasso, dov'era attivo un presidio di un'ottantina di attivisti No Nuke, una trentina di compagni sale ancora in valle per dare man forte all'imbuto insomontabile per il passaggio del treno carico di scorie. A questo punto, con i rimasti svegli dalla serata pecedente, sono circa 200 persone presenti tra valligiani e torinesi.
Un'assemblea snella passa al vaglio le possibilità d'azione e l'opzione più praticabile e condivisa da tutti/e è quella di sedersi compattati e chiusi a mo' di cordone, occupando i tre binari della stazione di Avigliana. Qualcuno si incatena anche. Arrivano le forze dell'ordine e subito circondano gli occupanti dai 4 lati. Quindi iniziano ad alzarli e cacciarli di forza. Ma la resistenza e la determinazione popolare non demordono. Dopo 10 minuti di fatica e scarsi risultati i primi Carabinieri iniziano a perdere il controllo e partono i primi calci e pugni per sganciare i/le più inossidabili. La gente reagisce e partono le manganellate per spingere tutti fuori dall'area dei binari. La gente reagisce in maniera composta ma determinata. Particolare accanimento contro alcuni/e manifestanti/: un ragazzo rischia di cadere da 3 metri sulla scalinata che porta al sottopassaggio.  Uomini e donne della valle, indignati/e, inveiscono contro il comportamnetio delle forze dell'ordine. Dopo qualche minuto giungono altri drappelli a circondare anche il piazzale antistante la stazione. Arriva perfino un plotone di Finanzieri.
Dopo una ventina di minuti passa il treno-civetta, quindi il treno carico di scorie e infine quello della scorta militare. La gente accompagna il passaggio dei convogli con fischi e grida. Passato l'ultimo treno, le forze dell'ordine si ritirano drappello per drappello salutati da una marea di insulti e fischi. Anche questa volta un altro treno carico di morte nucleare è passato ma non è detto che la prossima volta non ci sarà ancora più gente ad attenderli. Per impedire il passaggio di un comvoglio radioattivo senza che alcun avviso o dibattito sul e dal territorio che ne autorizzi il transito. In luoghi, oltretutto, densissimamente popolati.
Questa serata, organizzata in meno di 72 ore, ha visto una partecipazione molto significativa. La strada che per bloccare il nucleare è ancora molto lunga. Di questi trasporti "eccezionali" ne sono previsti altri 7 o 8 durante l'anno.







sabato 7 maggio 2011

Notte Anti Nucleare!!!






Una notte anti-nucleare contro un treno pieno di scorie!!!


STAZIONE FERROVIARIA AVIGLIANA - DOMENICA 8 DALLE ORE 21


in contemporanea nelle stazioni di Vercelli e Chivasso


Nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 dovrebbe partire da Saluggia (VC) l’ennesimo treno carico di scorie nucleari diretto in Francia. Le scorie qui verranno riprocessate per poi ritornare nuovamente nei depositi italiani. Questo è il risultato del nucleare italiano le cui centrali vennero accese per pochi mesi ormai trenta anni fa. In 30 anni non siamo stati in grado di mettere le scorie in un deposito “sicuro” (non esiste nessun posto sulla terra che possa garantire al 100% la sicurezza) o di avviare in Italia il riprocessamento. Così dopo Fukushima e la volontà di Berlusconi di tornare al nucleare ci troviamo con dei treni pericolossisimi che vanno avanti e indietro per l’europa. E’ giunto il momento di dire basta. Abbiamo proseguito questo percorso di opposizione con numerose assemblee in val di Susa e con un importante corteo a Trino lo scorso 23 aprile. Non vogliamo tornare al nucleare e questo teatrino deve finire. Siamo da anni tenuti all’oscuro di questi passaggi e da ora in avanti ogni qual volta ne verremo a conoscenza in anticipo ci opporremo, a modo nostro con la pratica che da anni ci contraddistingue come movimento no tav, pubblica, di massa e soprattutto determinata.  Per chiudere una curiosità, il giorno 12 il TAR del Piemonte dovrà decidere la sospensione di questi trasporti, proprio per la mancata comunicazione alle popolazioni interssate dei pericoli, delle date e dei piani di sicurezza. Guarda caso tre giorni prima di rischiare il blocco del TAR la banda dell’atomo prova a fare passare un ultimo convoglio, nuovamente all’insaputa di tutti. 

Sarà una notte di lotta, assemblee, concerti e musica, porta una tenda e l’occorrente per passare una notte in compagnia di tanti no nuke. Diffondi e informa!



venerdì 6 maggio 2011


Comunicato Stampa
dalle Valli No TAV
5.5.2011

21 maggio 2011: Marcia No TAV Rivalta – Rivoli
Le associazioni ambientaliste aderiscono

Pro Natura Piemonte, WWF Piemonte e Valle d'Aosta, Legambiente nazionale, Italia Nostra Piemonte e Valle d'Aosta, le quattro Associazioni ambientaliste che collaborano con la Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone all'analisi e alla formulazione delle osservazioni tecniche sui progetti della Torino-Lione, hanno aderito alla marcia NO TAV di sabato 21 maggio da Rivalta di Torino a Rivoli.
I Comitati No TAV sottolineano come questa adesione rafforzi la mobilitazione generale che è stata dichiarata dal Movimento No TAV il 3 maggio di fronte alla volontà del Governo di ignorare le ragioni della contrarietà popolare ad un’opera inutile e devastante: la nuova linea ferroviaria Torino - Lione.
I Comitati No TAV invitano le Amministrazioni Comunali a prendere posizione assumendo in pieno la responsabilità di difesa del paesaggio dei territori da loro amministrati e della salute dei cittadini residenti, così come previsto dalla Costituzione agli articoli 9 e 32.



giovedì 5 maggio 2011

Ciao Renè!!!



Oggi a causa di una grave malattia è mancato Renato Cuatto per tutti Renè.
E’ una perdita dolorosa per il tutto il movimento no tav e in special modo per il comitato della Chiusa di San Michele. Renè era una persona di poche parole ma di molti fatti. Era lui a preparar le slide delle serate informative sui progetti che venivano presentate in Valle, così come era lui il punto di riferimento per i no tav della Chiusa. Poi Renè era una persona dolce, che si muoveva con leggerezza e in silenzio, ma al momento del bisogno era il primo ad attivarsi. Lo ricordiamo ancora a Vaie mentre costruisce il presidio e poi dopo, quando frequentava le riunioni del lunedì.

Un caloroso abbraccio va agli amici della Chiusa che sono stati per lui più di una famiglia e che negli ultimi tempi facevano i turni all’ospedale per accudirlo e non lasciarlo mai solo. Questo è il movimento no tav, capace di mettere davanti a tutto i sentimenti veri e i rapporti umani. Anche per questi motivi dobbiamo andare avanti più determinati di prima, ce lo chiede Renè e tutti quelli che purtroppo ci hanno lasciato prematuramente.
Domani sera alla Chiusa al salone Polivalente ci sarà una serata informativa che per forza di cose partirà da Renè. E bene esserci e stingersi intorno al comitato di Chiusa che in queste dolorose ore sta continuando a lavorare per difendere la nostra Valle.
La data delle esequie non è ancora stata resa pubblica.

Vinceremo anche per te, Renè!

Comunicato del MOVIMENTO NO TAV


Comunicato Stampa dalle Valli No TAV - 04.05.2011

Il Governo “inaugura” la nuova linea ferroviaria “long cost” Torino - Lione.
I Comitati No TAV dichiarano lo stato di mobilitazione permanente nelle Valli No TAV con un’attenzione particolare per la Maddalena di Chiomonte.

Il Coordinamento dei Comitati No TAV si è riunito ieri sera a Villarbasse per valutare le gravi decisioni che sono state assunte a Roma nel corso della riunione del 3 maggio del Tavolo Politico della Torino – Lione.
La risposta dei Comitati No TAV è stata immediata con la dichiarazione di stato di mobilitazione permanente nelle Valli No TAV.
Sabato 21 maggio si svolgerà una marcia di protesta da Rivalta a Rivoli, il calendario di tutte le iniziative in continuo aggiornamento è già sui siti No TAV.
  • NO ad un’opera pubblica costosa, inutile e dannosa
  • NO allo sperpero di pubblico denaro
  • SI’ alla difesa dell’ambiente, della salute, della vivibilità nelle nostre case
  • SI’ all’uso e al rinnovamento delle ferrovie esistenti
  • SI’ alle piccole opere utili
  • SI’ ad un uso migliore delle scarse risorse pubbliche a favore dell’istruzione, della sanità, della ricerca, delle energie rinnovabili, di nuovi posti di lavoro, dei giovani, dei precari e dei disoccupati
Il nuovo e mutilato progetto presentato ieri a Roma ha messo in evidenza che lo Stato italiano non è in grado di rispettare gli impegni assunti con l’Unione Europea con la presentazione nel 2007 del secondo progetto in destra Dora. I Comitati ricordano che il finanziamento europeo è stato concesso a fronte di un impegno pluriennale dello Stato italiano per la realizzazione di tutta la tratta transfrontaliera composta da tunnel di base di 57 km e tunnel dell’Orsiera di 20 km, entrambi a due canne.
Questa ennesima variante, presentata a pochi giorni dalla pubblicazione del progetto preliminare della tratta nazionale, dimostra la volontà di devastare i territori dalle Alpi alla pianura, dai piccoli e medi centri alla Città di Torino che sarà oggetto di una speculazione edilizia in Corso Marche. La trasformazione del progetto unico in uno “a lotti costruttivi” da realizzare nel corso dei prossimi 30-40 anni (long cost) secondo gli ultimi dettati del decreto milleproroghe caro a Tremonti e in spregio degli accordi con l’UE dimostrando che l’opera è inutile e condannerà a morte la linea storica da Bussoleno fino al Fréjus.
Il Coordinamento dei Comitati No TAV ha anche espresso un duro giudizio nei confronti del Governo Italiano, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte che hanno dimostrato con questa mossa teatrale il loro stato confusionale, l’incapacità di fare bene e l’arroganza nei confronti dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti non ammessi al tavolo politico perché contrari o critici nei confronti dell'opera. 
I Comitati No TAV hanno manifestato la loro solidarietà ai Sindaci esclusi e al Presidente della Comunità Montana.
I Comitati No TAV, dichiarando che il tempo per giocare è scaduto, invitano i Sindaci “dubbiosi” a prendere una seria posizione di difesa della salute dei loro cittadini e dell'ambiente dei loro territori.

“né qui né altrove”

Movimento NO TAV
 

martedì 3 maggio 2011

Il governo attacca, entro giugno i cantieri della TAV (...forse)


Esce così dal torpore il governo Berlusconi, entro giugno partiranno i cantieri. Questa le parole di Gianni Letta, sottosegretario del governo, noto uomo dei tavoli e delle trattative. Un’uscita a metà, senza i toni da propaganda soliti del premier o di Bossi ma comunque determinata, che per ora appoggia la linea dei fans piemontesi della tav. Toni trionfalistici invece quelli di Cota, governatore del Piemonte e di Virano, commissario governativo per l’alta velocità. Dall’altra parte della barricata i sindaci no tav e il movimento no tav. 21 sindaci oggi sono rimasti infatti fuori da palazzo Chigi, esclusi a priori dal tavolo perchè contrari all’opera e quindi non graditi. Oltre al danno anche la beffa, tenuti lontani dalla vetrina mediatica del palazzo, in un angolo della piazza vicino alle fermate degli autobus. Dalla val di Susa il movimento non fa attendere la sua risposta e si dichiara da subito in mobilitazione permanente in attesa dell’eventuale attacco al territorio.

Aggiornamenti da Roma alle ore 16.30 con un punto conclusivo del presidente della comunità montana Sandro Plano che tira le somme della giornata. 

intervista Sandro Plano


3 Maggio: presidio di 21 sindaci No Tav a Palazzo Chigi


Martedì 3 maggio, palazzo Chigi, l’ennesimo tavolo istituzionale sulla tav Torino Lione, con una novità, parteciperanno solo i sindaci favorevoli all’opera. In val di Susa sono solo quattro però e tutti di area pdl, gli altri 21, con un comunicato, dichiarano per l’ennesima volta la loro contrarietà all’opera e annunciano un presidio fuori dal palazzo, in segno di protesta. Di seguito il comunicato e gli aggiornamenti da Roma.

Di seguito una prima diretta da Roma alle 13.30 con Loredana Bellone sindaco della Val di Susa del comune di San Didero fuori da Palazzo Chigi. Seconda anomalia della giornata, ai sindaci non invitati non è stato permesso di avvicinarsi alla piazza. Con transenne e schieramento di polizia il No Tav della Val di Susa è stato tenuto lontano dalla vetrina mediatica del palazzo.

intervista loredana bellone

COMUNICATO

Tavolo Istituzionale di Palazzo Chigi sulla nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione

Il Governo ha indetto il Tavolo Istituzionale il 3 maggio a Roma, convocando solo otto dei venti Sindaci interessati dal tracciato in Valle di Susa, ed escludendo la Comunità montana. Tale criterio nella scelta della delegazione contrasta con le esigenze di rappresentanza del territorio su un tema così delicato e complesso anche in considerazione della decisione politica di invitare alcuni Sindaci non coinvolti dall’opera, che oltre tutto non hanno mai partecipato a momenti di riflessione sul tema organizzati dall’Assemblea dei Sindaci della Comunità Montana. Sul tema della Torino-Lione la Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone ha sempre messo a disposizione dei Comuni competenze tecnico-legali e ha sempreavuto un riconosciuto ruolo di coordinamento e di rappresentanza delle Amministrazioni locali. Non è pertanto condivisibile la sua esclusione dal tavolo di confronto per aver assunto posizioni critiche sulla necessità e sulla sostenibilità, economica e ambientale di una nuova linea. Questa posizione critica, peraltro condivisa dalla maggioranza delle Amministrazionicoinvolte dal progetto e confermata dalle delibere dei Consigli Comunali, è rafforzatadalla difficile congiuntura finanziaria internazionale e nazionale, tant’è che è emersal’ipotesi di una realizzazione parziale per fasi. Questa proposta che prevede la realizzazione del tunnel di base unitamente agliinterventi sul nodo di Torino contraddice completamente la filosofia dell’ipotesi metodologica “FARE”, presentata nel 2008 dalla Comunità Montana Bassa Val di Susa e Cenischia, che invece parte solo dall’Opzione zero e dal nodo di Torino.Si richiede che ogni ipotesi progettuale sia presentata formalmente agli Enti Locali come previsto dalla normativa in vigore e si ribadisce come sempre la disponibilità ad un confronto nel rispetto delle diverse posizioni e ruoli istituzionali.

Bussoleno,  30 aprile 2011  I  SINDACI