lunedì 18 luglio 2011

Genova 2001-2011 ... Per non dimenticarlo!!!



Per Genova, manifestazione in ricordo di GENOVA 2001 la manifestazione sarà sabato 23 luglio, al pomeriggio (dovrebbe partire intorno alle 15)

PARTENZA DA BUSSOLENO, PIAZZA DEL MERCATO, FERMATE LUNGO LA VALLE SU RICHIESTA.

Prenotazioni: La Credenza 0122 49386
Mimmo: 3472782814
Silvano: 3386086915

A breve info più dettagliate.

Operai Si Tav...



...e le norme di sicurezza????




Racconto di un pendolare sulla tratta Torino-Lione



Visto che molti lo fanno, esprimo anche io il mio parere sulla Torino Lyon, riprendendo un messaggio scritto di recente ad un amico.
Sono un ingegnere ambientale di Torino; lavoro a Lyon da 9 anni. In quanto cittadino italiano, ingegnere e pendolare sono fortemente contrario alla costruzione della linea Torino-Lyon.
Il punto é che questo progetto a fronte di un costo spropositato (15 miliardi per la parte italiana) é un colosso con i piedi d’argilla, per essere buoni. Una gran porcata, per esserlo un po’ meno…
Per cominciare cito una delle cose che piu’ mi avevano colpito. Il progetto originario (penso abbandonato nel 2006) prevedeva una stazione sotterranea a Modane (3.000 abitanti) ad una profondità di 300m da terra. Che tra l’altro sarebbe stata pagata con i soldi italiani visto che la ripartizione dei costi per la tratta internazionale é, dal 2001, 67% Italia e 33% Francia.
Il tutto per una tratta sempre meno trafficata, sia sulla ferrovia (il treno che prendevo fino al 2005 per andare a Torino da Lyon é stato soppresso per mancanza di passeggeri) che sull’autostrada (faccio 2 A/R al mese e ti posso garantire che é una delle autostrade meno trafficate dell’eurpa intera, per i dati ti rimando ai link che seguono).
Ma riprendo le cose con ordine, lasciando stare il folcklore : Askatasuna, polizia, beppegrillo…...
Gli argomenti che mi portano a bocciare il TAV/TAC in italia e la torino-lyon (che TAV tra l’atro non é piu’) sono sintetizzabili in due punti fondamentali :
1) Le linee AV in Italia sono state una truffa ai danni dello stato, nel senso che il loro costo al chilometro é stato 4, 5, 6 volte superiore a quello di una linea in Francia, costo che rappresentava in linea di massima il riferimento ‘a preventivo’.
(http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2007/tav/speciale tav-finanziamenti-malan.shtml )
Insomma i costi sono lievitati, a seconda delle tratte, del 300, 400, 500, 600 per cento, senza che la ‘politica’ abbia avuto modo di denunciare tale scandalo.
Nel ’92 l’opinione pubblica italiana si scandalizzava per tangenti sulla metropolitana Milanese che ammontavano al 20% del costo dell’opera. Che dire? I tempi cambiano…
Questo ci costa quasi 2 miliardi di euro l’anno, per i prossimi 15/20 anni. Per capire a come si é arrivati a cio’ ti consiglio la lettura dei libri di Ivan Cicconi.
Ma non é tutto. Come molti sanno, in Italia si é parlato di AC (alta capacità) per giustificare la costruzioni di tali costosissime linee. Poiché i flussi passeggeri erano, con tutta evidenza, troppo esigui per giustificare tale investimento, si é detto che quelle linee sarebbero servite per trasportare merci. L’Italia in questo sarebbe stata un unicum al mondo, avendo linee alta velocità per trasportare merci, con tutti i problemi tecnici che questo puo’ comportare (se vuole possiamo ritornare su questo punto). Dico sarebbe, perché questa era semplicemente una balla, e a qualche anno ormai dall’apertura delle linee non UN solo treno merci vi é transitato.
Per me questo é troppo. Non si possono dire castronerie e mettere le mani sui soldi pubblici con tale disinvoltura.
In sunto, se le linee AV in Francia rappresentano l’efficienza dello stato e dell’amministrazione francese, quelle italiane, purtroppo per noi, rappresentano il degrado e la corruzione della politica italiana. Cio’ accade quando l’interesse di chi costruisce sopravanza di gran lunga l’interesse della collettività.
Purtroppo é anche il caso della Torino Lyon.
2) Nel caso della Torino-Lyon i numeri parlano chiaro. Non esiste nessun dato fattuale che possa far pensare ad un incremento sensibile dei flussi di merci sulla tratta.
A tal proposito, i grafici presentati (Fig 1 a pag 31 e Fig 7 a pag 47) nel documento qui linkato sono espliciti.
http://www.notavtorino.org/documenti/oss-cmvss-prelim-rfi-2011.pdf
Il primo grafico (Fig 1 a pag 31 ) mostra l’andamento del traffico merci su rotaia, in calo dalla fine degli anni novanta. Il secondo grafico (Fig 7 a pag 47) mostra l’andamento del traffico su gomma, anch’essi i calo.
In entrambi i casi i modelli di crescita previsti dai proponenti dell’opera sono alquanto in disaccordo, per usare un eufemismo, con i dati reali.
E lo sono a tal punto che purtroppo viene da dubitare (visti anche i pregressi della rete AV affrontati al punto 1) dell’onestà (e non solo quella intellettuale) di chi li ha formulati.
Comunque, i fatti (ovvero le misure dei flussi di traffico) ci dicono che non abbiamo nessun elemento per predire una saturazione della linea esistente per i prossimi 30 anni (a dir poco).
Per arrivare a tale scenario bisogna utilizzare una serie di artifici. Bisogna ad esempio conteggiare, come fanno Virano and company , tutto il traffico (sia su gomma che su rotaia) che attraversa l’arco alpino nel nord-ovest e proiettarlo magicamente sulla linea ferroviaria torino-modane-chambery-lyon. Due colpi di bacchetta magica: concentrazione dei traffici su una sola linea e completo trasferimento modale gomma/ferro. Ma questo é del tutto arbitrario. Con tale procedimento sarei in grado di giustificare qualsiasi tipo di tunnel o infrastruttura in qualsiasi valico dell’arco alpino. Non penso che la logistica o l’ingegneria dei trasporti sia una scienza esatta. Pero’ un livello minimo di scientificit& agrave; va salvaguardata. Perché mai uno scenario del genere dovrebbe un giorno verificarsi ? Potremo quanto meno convenire sul fatto che tale scenario é quanto meno molto poco probabile ?
E per rispondere alle esigenze indotte da questo scenario noi saremmo disposti a spendere 15 miliardi di euro ? Dico 15 ben sapendo che, come per il resto della rete AV italiana, i costi potranno lievitare del 300, 400 percento , portando I costi a 40, 50, 60 miliardi… chissà…
Non credi che questi soldi potrebbero essere spesi rilanciando i settori di ricerca e sviluppo in Italia (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1068.html), o che potrebbero essere semplicemente risparmiati per evitare tagli ulteriori all’istruzione o alla sanità pubblica?
A questi argomenti devo aggiungere poi un’appendice, visto che la mia amica Sara dice che non tocco due punti cari ai "buon-sensanti" :
a) a livello simbolico non farlo vuol dire accettare che il piemonte sia tagliato fuori da tutto ;
b) ci danno un sacco di soldi e lavoro.
a) « Piemonte tagliato fuori »
Per rispondere a questo argomento, purtroppo, é difficile usare argomenti ben circonstanziati poiché si entra nel dominio delle leggende metropolitane.
Fassino in una recente intervista parla di percorsi alternativi che passano da Ventimiglia o da Ginevra, la cui approvazione sancirebbe il nostro isolamento. Queste argomenti, per chi si é occupato un po’ del problema valgono tanto quanto i proclami per un premio nobel a Lampedusa agli occhi di chi si occupa di problemi di immigrazione clandestina. E anche difficile trovare parole per contraddirli. Come quando ti senti dire che la legge sul ‘legittimo sospetto’ salvaguarda l’imputato nel caso in cui questi avesse avuto una relazione intima con la moglie del giudice (ricordate ?).
Comunque provo a rispondere con argomenti razionali :
Io penso che se fosse cosi’ urgente uscire dall’isolamento tramite un collegamento strategico con Lyon, il sindaco di Torino ed i presidenti di Regione Provincia della camera di commercio etc… etc.. etc… avrebbero potuto, in questi anni, quanto meno impegnarsi affinché non fosse soppresso (dal 2005) il collegamento diretto tra le due città, per non dire potenziato, incentivato, favorito, pubblicizzato…
Facendo il pendolare su Lyon da quasi 10 anni una cosa mi é chiara, tutto interessa fuorché l’efficienza di questo collegamento ferroviario. Aggiungo, purtroppo per me, e per quelli come me che fanno Torino-Lyon due,tre, volte al mese.
Per questi motivi, parlare di « isolamento » mi pare del tutto pretestuoso.
Anzi, per me chi tra i politici locali lo invoca ha la stessa credibilità di chi annuncia di voler la scuole dell 3 I e poi taglia le classi di inglese.
Penso invece che l’isolamento si romperà valorizzando intempi rapidi la linea esistente e facendo in modo che Torino ed il Piemonte ri-diventino un meta, in quanto di polo di ricerca, di produzione, di sviluppo tecnologico e di saperi.
Certo non é affatto semplice, ma di certo non sarà un risultato che si ottiene investendo tutte le risorse a noi destinate scavando un buco per vent’anni (se va bene).
b) « ci danno un sacco di soldi e lavoro »
Questo argomento a mio avviso riduce le ambizioni politiche piemontesi a quelle che hanno animato per quarant’anni la cassa del mezzogiorno.
Se ci danno i soldi facciamo… o peggio, troviamo un pretesto per costruire….
Cominciamo, poi chissà come e quando finiremo... e il giorno in cui avremo finito vedremo a cosa servirà... Con quest’ottica la piana di Termini Imerese è oggi invasa da capannoni industriali inutilizzati e il sud italia disseminato di opere pubbliche piu’ o meno inutili che sono rimaste incompiute.
Si svende il territorio e si seleziona una classe politica che si adatti a queste logiche localistiche, che ben si prestano a diventare clientelari. In fondo se l’obiettivo é dare lavoro e se l’utilità dell’opera non é cosi’ prioritaria, perché mai dovrebbe essere prioritaria la competenza di che si vedrà assegnati lavori, studi, incarichi…..
Questi argomenti hanno poco a che vedere con uno spirito d’efficenza europea tanto invocato ed molto con il clientelarismo e l’assistenzialismo italico.
Oggi tutti reclamano finanziamenti per uscire dai loro ‘isolamenti’ con un bel buco :
Genova : http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/07/04/news/contro_in_no_tav_industriali_in_corteo-18619986/?ref=HRER3-1
Macugnaga –Cervinia-Zermatt :
( http://www.travelblog.it/post/5490/in-treno-sul-ghiacciaio-il-walser-express e
http://www.discoveryalps.it/media/Monte_Rosa_Walser_Express.pdf )
e potrei andare avanti, paese che vai, progetto di buco che trovi…
Per finire, si parla di 4000 posti di lavoro su vent’anni, al costo di quindi di almeno 4 milioni l’uno.
Posti di lavoro a bassisimo valore aggiunto (perlopiu’ si tratta di fare cemento). Con quei soldi si finanzia una generazione di ricercatori….

Direi che é tutto

Pietro Salizzoni

Arte contemporanea a Chiomonte...presentata l'opera il "Nodo"!!!


E' notizia di stasera che un nutrito gruppo di artisti, riconducibli alla corrente del No Tavismo, ha prodotto presso via dell'Avanà, a Chiomonte, l'opera dal titolo "Il Nodo".

Si tratta di un'opera che vuole esprimere la contarietà dei numerosi artisti alla militarizzazione della Val Susa, al Tav e al regime di guerra che le truppe di Maroni hanno messo in atto in Valle.

La serata è stata allietata poi dalla band dei "Batttitori Liberi" che hanno incalzato ed intrattenuto i presenti con il brano "un guardrail per amico".

...In buona sostanza resisteremo, comunque, un metro ed un minuto più di loro... 


Un lacrimogeno sul viso...


domenica 17 luglio 2011

Nel campeggio dei No-tav prove di resistenza



Primo giorno “a lezione” sui danni dei lacrimogeni

(Articolo di Antonella Mariotti, La Stampa, 16 luglio 2011)

«La lavanda non si tocca». Nel campeggio No-tav alla Maddalena di Chiomonte ci sono donne al lavoro per preparare la mensa, pentole e pentoloni sono in fila sui tavoli sotto la cucina da campo. Ma che c’entra la lavanda? «Nei terreni del cantiere c’è un appezzamento di un ragazzo che coltiva la lavanda. Ci hanno detto che ci sono già passati rovinando tutto». In queste poche centinaia di metri quadrati, tra i boschi della Val Susa, con un paio di tende che faranno da mensa e la cucina da campo si sono radunate le «anime No-tav», assolutamente trasversali per generazione, idee politiche e anche religiose: una coppia ha esposto l’immagine della Madonna Rocciamelone. «Deve scrivere delle donne, siamo tutte qui da vent’anni. Siamo in prima fila, anche quando sparano i lacrimogeni, e la vede quella signora là che lava i piatti? Lei portava il malox e il limone ai ragazzi colpiti dai gas lacrimogeni».

Ermelinda è uno dei personaggi storici della battaglia contro l’alta velocità, sulla sua maglietta rossa sta scritto «Fumne contra la tav» e racconta: «Sono venuta qui per amore di un valsusino, e ho iniziato a combattere dal ‘98». Generazioni appunto, ci sono bambini che hanno visto in televisione gli scontri di Venaus del 2005, e adesso appena adolescenti sono qui con i genitori a pulire pentole e patate per la cena. O a raccontare quello che è successo durante gli scontri: «Qui trovi tutte le età, stiamo tutti insieme in questa battaglia. Spesso quelli della mia età non parlano agli anziani, invece questo ci ha unito». Xhesi è albanese ha 17 anni, è arrivato in Val Susa che ne aveva appena sette «e sul divano guardavo Venaus alla tv. Non voglio la Tav perché io voglio restare qui in Italia».

Lentamente la diffidenza che si avvertiva nelle prime ore del pomeriggio scompare con una tazza di caffè e un bicchiere d’acqua, seduti sotto l’albero all’ingresso del campeggio ci sono anche gli anarchici, qualcuno parla di una manifestazione per la commemorazione dei fatti del G8 a Genova, ma tutti o quasi sono impegnati nell’organizzazione e nell’attesa dell’evento di ieri sera. «Ci sarà la lezione del professore sugli effetti dei gas lacrimogeni». Massimo Zucchetti, ingegnere nucleare di Vercelli, è un docente del politecnico, ieri sera aveva una «classe mista», No-tav, poliziotti e carabinieri a sentire quali sono i danni provocati dai gas lacrimogeni.

Un quarantina di sedie davanti ai cancelli col filo spinato che chiude la strada al cantiere: di qua i valsusini e gli anarchici, dall’altra parte i poliziotti studenti involontari. Il prof ha distribuito le dispense come a una classe delle sue, le ha infilate tra il filo spinato anche per le Forze dell’ordine, qualcuno le ha prese. La tensione degli scontri non c’è più anche se le ferite dentro e fuori, da una e dall’altra parte, saranno difficili da sanare. «Noi non ci fermeremo mai. Sono vent’anni che combattiamo, qui ci sono figli e nipoti di chi ha iniziato». Pierluigi sarebbe uno degli «anziani» per età non certo per volontà: «Ormai abbiamo il Dna modificato qui. Si nasce No-tav. E ci riprenderemo anche la zona del cantiere. Vinceremo».

Ma ci sarà pure un modo per uscirne? «Noi l’alternativa l’abbiamo presentata - spiega il prof prima della lezione -, non parliamo di Alta velocità, ma di alta capacità per le merci. Adesso sono i politici che devono cambiare posizione». Di sicuro qui in Val Susa nessuno sembra disposto a cedere, prenotate anche le prossime generazioni, bambini e ragazzini che tra un piatto di pasta al ragù e una carezza ai cani liberi nel campeggio respirano l’«aria della rivolta». 
 

Maltempo...


Causa maltempo la polentata prevista alla baita presidio Clarea sarà spostata al campeggio presidio della centrale elettrica di Chiomonte.

Nel pomeriggio se ci sarà un miglioramento delle condizioni climatiche si potrà comunque organizzare una passeggiata nell'area della val Clarea.

Occupata la Gru del cantiere del grattacielo Intesa San Paolo!!!


Un gruppo di cittadini, ambientalisti ed esponenti dei comitati No Tav ha occupato una gru del cantiere del grattacielo Intesa San Paolo a Torino. Un’azione clamorosa per protestare contro il finanziamento di opere giudicate inutili per la collettività e soprattutto costose. “Protestiamo con loro contro lo spreco delle risorse e il danno al territorio che sia il Tav che il grattacielo della Banca comportano”, scrivono in un comunicato gli occupanti.
In particolare la costruzione del palazzone viene giudicata sbagliata perché costerà 500 milioni di euro e stravolgerà il paesaggio del capoluogo piemontese mentre “Intesa San Paolo sta tagliando 3000 posti di lavoro”.
Giorgio, Paolo, Gippo, Marco, Livio, Dario e Federico, questi i nomi degli occupanti, hanno deciso di restare sulla gru “per estendere il confronto sulla protesta No Gratt – No Tav in rete”.
Appuntamento  domenica 17 luglio alle 11:30 sotto la gru in corso Inghilterra angolo corso Vittorio per una conferenza stampa. Per tutti gli altri c’è il sito nongrattiamoilcielo.org



Eccovi la lezione del Prof. Zucchetti sui gas CS utilizzati alla Maddalena


Chiomonte 15 luglio 2011, alle 18 presso la centrale elettrica di Chiomonte, il Prof. Massimo Zucchetti docente del politecnico di Torino, tiene un seminario sui gas CS, usati dalle forze dell'ordine in ambito di ordine pubblico. Queste sostanze sono state usate il 27 giugno 2011 per lo sgombero della "Libera repubblica della Maddalena", e successivamente il 3 luglio.




sabato 16 luglio 2011

Liberi Tutti/e!!! ...Scarcerati oggi i quattro No Tav arrestati!!!


Sono stati tutti scarcerati i quattro No Tav che il 3 luglio, durante la lunga domenica resistente della Maddalena furono arrestati dalle forze dell'ordine.
Il tribunale del Libertà ha ritenuto eccessiva la custodia cautelare in carcere sostituendola con gli arresti domiciliari per Gianluca Ferrari, Salvatore Soru e Roberto Nadalini e con l'obbligo di dimora per  Marta Bifani.

Liberi Tutt*!!!